Ci racconti qualcosa di te?
Mi chiamo Cecilia , sono coadiutore del cane nei percorsi IAA , da un anno. Partecipo prevalentemente a progetti nelle Scuole materne ed elementari. Questo é il mio secondo lavoro perché io sono igienista dentale. Mi ha portato qui al Cat la mia passione per gli animali. Mi sono avvicinata al proprio al Cat perché cercavo un posto nel quale le persone non si servissero degli animali per loro impiego ma per la relazione con essi. La cagnolina che collabora con me nei progetti si chiama Penny, vive assieme a me ma in realtà é dei miei genitori. Lei é molto portata per la relazione con le persone. la mia affinità è però con Mia: una lupina del gigante con la quale vorrei proprio collaborare perché il suo modo di relazionarsi é speciale
Quali scoperte hai fatto, a livello personale o professionale, lavorando nell’equipe PTRI?
L’esperienza nell’equipe PTRI mi lascia molto a livello umano. Ho riscoperto il valore della collaborazione autentica e il piacere di condividere un progetto basato su ideali comuni. Mi insegna quanto contino le piccole cose: l’ascolto, la presenza, l’attenzione alle persone e agli animali. Aspetti semplici, ma fondamentali, che danno senso al lavoro e alle relazioni.
In che modo la fiducia reciproca tra operatori influisce sul benessere del gruppo e degli utenti?
La collaborazione tra persone che credono nell’ascolto e benessere dell’altro predispone ad un maggiore ascolto sia degli utenti che dei colleghi. Un modo di relazionarsi gentile e aperto all’ascolto fa aumentare la fiducia . Se le persone che formano l’equipe hanno fiducia e rispetto le une nelle altre il risultato é secondo me migliore per l’utente
Cosa significa per te avere accanto un animale che è compagno di vita e anche collega di lavoro?
Avere accanto un animale che è sia compagno di vita sia collega di lavoro significa costruire un legame profondo basato sulla fiducia e sulla condivisione. Anche se Penny non vive con me ma con i miei genitori, me ne prendo spesso cura e la conosco molto bene. Partecipare insieme ai progetti ci ha permesso di creare un legame tutto nostro. Penny, essendo la cagnolina più piccola di casa e spesso sottomessa dagli altri cani, ha trovato in questa esperienza l’opportunità di esprimere il suo potenziale, mostrando una grande sicurezza e capacità di relazione con le persone.
Come coltivi la relazione con gli animali del centro e in che modo questo legame si riflette nel tuo lavoro quotidiano?
Gli animali che vivono al CAT mi stanno permettendo di riscoprire me stessa. La velocità della vita di oggi mi aveva portato a non avere più tempo da dedicare davvero a nulla. Quando sono al CAT, però, torno ad essere quella ragazzina che amava i cavalli, capace di staccare dai problemi della vita quotidiana per concentrarsi pienamente su ciò che stava facendo in quel momento. Il contatto con gli animali mi serve a ritrovare una parte di me che avevo messo da parte.
Ti viene in mente un incontro che ti ha emozionato o sorpreso in modo particolare?
Un incontro che mi ha particolarmente emozionata è stato durante un’attività di yoga. Penny, in modo del tutto spontaneo, ha portato le sue cose sul tappetino e, quando le ragazze si sono stese per la meditazione, si è sdraiata anche lei sulla sua base sicura. È stato un gesto semplice ma sorprendente, che ha creato un momento di calma, condivisione e sintonia, facendo percepire quanto gli animali riescano a essere presenti e partecipi, senza bisogno di parole.
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