Ci racconti qualcosa di te?
Mi chiamo Simona. Collaboro con il CAT da alcuni anni come docente nel percorso del base cavallo e da poco come coadiutore del cane o referente nell’equipe. Il mio compagno nelle attività è Balto, un simil lupo cecoslovacco di 12 anni, ormai molto tranquillo ma molto coccolone. Poi ci sono i cavalli e le asine, ma quelli restano nel loro ambiente e sono le attività che vengono svolte nella loro struttura.
Quali scoperte hai fatto, a livello personale o professionale, lavorando nell’equipe PTRI?
In questa esperienza è sempre molto viva la stessa sensazione che si vive sempre al Cat: sentirsi a casa e sapere di essere circondato da persone animate da amorevole compassione e attenzione all’altro. Ho avuto la conferma dell’attenzione ai bisogni di tutti i soggetti coinvolti, prima di tutto. E so che ciascuno di noi si pone in una posizione di supporto e di non giudizio.
In che modo la fiducia reciproca tra operatori influisce sul benessere del gruppo e degli utenti?
Credo che la fiducia nasca proprio dalla trasparenza e dalla spontaneità. Si lavora per aiutare gli altri e la buona riuscita dei progetti. Ci si aiuta e viene incontro perché per nessuno senta come sacrificio il lavoro che facciamo. Le relazioni sono naturali e pulite e le differenze vengono vissute come risorse.
Cosa significa per te avere accanto un animale che è compagno di vita e anche collega di lavoro?
Per me lavorare con Balto significa non fare fatica, significa vivere gli incontri come opportunità di sempre maggiore complicità tra noi, significa scoprire (anche nei suoi 12 anni) suoi aspetti che senza l’utenza non emergerebbero.
Come coltivi la relazione con gli animali del centro e in che modo questo legame si riflette nel tuo lavoro quotidiano?
Non ho mai svolto un progetto come operatore con gli animali residenti al Cat ma ad ogni corso così come durante il tirocinio che feci un pò di tempo fa, gli animali del centro sono per me il respiro del centro stesso. Tanto quanto gli operatori.
Ti viene in mente un incontro che ti ha emozionato o sorpreso in modo particolare?
Bubu che durante i corsi era sempre rintanato dentro al fieno o a brontolare se si sentiva disturbato, durante il mio tirocinio con i ragazzi dei lab protetti sembrava un altro animale: serenamente in giro e a suo agio