Cos'è la PTRI®?

Il Modello di Pet Therapy Relazionale Integrata®

Il nostro gruppo di lavoro ha messo a punto, in oltre 20 anni di esperienza sul campo, un proprio protocollo d’intervento denominato ‘Pet Therapy Relazionale Integrata’ presentato presso l’Istituto Superiore di Sanità nel dicembre 2008. I presupposti teorici sui quali si basa, provengono dalla psicologia analitica e si completano con una concezione olistica dell’uomo e della cura, prevedendo l’integrazione tra “pet therapy” - Interventi Assistiti con gli Animali- e altre co-terapie quali: espressività artistica, musicale e corporea, mindfulness, domoterapia, yoga e comunicazione aumentativa naturale.

Cosa fa la Pet Therapy?

Scoprilo ascoltando la puntata dedicata del nostro nuovo podcast!

Per far si che i progetti di Pet Therapy Relazionale Integrata siano davvero efficaci, il benessere dell’animale non dev’essere mai trascurato; per questo motivo parliamo di progetti basati sull’ascolto reciproco e il rispetto, che hanno come obiettivo il benessere condiviso tra persone e animali. Sperimentare e vivere dinamiche relazionali sane con l’animale, basate sulla collaborazione e non sulla competizione, sulla parità e non sulla gerarchia, sull’accoglienza e non sull’imposizione, contribuisce a creare le basi per una relazione autentica con l’animale e a scoprire nuove risorse personali di supporto nei processi terapeutici e di crescita personale.
La progettazione degli interventi di PTRI parte dall’analisi dei bisogni e delle caratteristiche di tutte le soggettività coinvolte, anche quelle dei co terapeuti animali. L’obiettivo è arrivare ad una dimensione di benessere condiviso, dove anche l’animale coinvolto trovi giovamento e arricchimento dall’esperienza vissuta nell’intervento. Per questo il nostro focus, durante il monitoraggio del benessere animale negli IAA, è quello di passare dal concetto di Welfare (benessere di base) a quello di Welbeing (benessere totale), portando così l’esperienza d’intervento ad un piano più profondo, in cui tutti i partecipanti possano trovare spazio per esprimere loro stessi e le loro unicità nel rispetto reciproco.
Tutto questo avviene grazie al contributo della visione sistemica della relazione animale, una visione che ci permette di aumentare la consapevolezza rispetto agli intrecci e alla dinamiche relazionali che ogni individuo crea con l’Altro e con l’ambiente circostante. Ogni essere vivente è un sistema aperto che si relaziona con altri sistemi, creandone di nuovi, che a loro volta si interfacciano con il mondo, creando dinamiche e interconnessioni uniche.

Partiamo innanzitutto dall’analisi del perché l’abbiamo chiamata relazionale. Il richiamo è alle correnti di pensiero psicologico che parlano di “matrice relazionale”, “paradigma relazionale”, “pensiero relazionale”, che pongono al centro una dimensione che si sposta dall’ottica sul soggetto a quella sulla relazione. Uno degli assunti a fondamento di questa visione si concentra sulla critica al “mito della mente isolata” le cui origini vengono fatte risalire al pensiero cartesiano e alla sua idea di dualità mente e corpo. Al contrario, la concezione che anche la mente si costruisca da una matrice interattiva porta alla conseguenza che essa non possa essere compresa se non all’interno delle sue relazioni. Il concetto di intersoggettività è stato introdotto alla fine degli anni ’70 nell’ambito della psicoanalisi americana grazie a Storolow e collaboratori, i quali hanno affermato che:

“la teoria dell’intersoggettività è una teoria di campo sistemica, in quanto mira a comprendere i fenomeni psicologici non come prodotti da meccanismi intrapsichici isolati, ma come formati dall’incontro di soggettività in interazione”.

Nel nostro caso abbiamo il soggetto uomo-terapeuta, il soggetto uomo-paziente e il soggetto animale strettamente correlati.

Una mente si costruisce da una matrice relazionale.

La psicoanalisi classica ha trascurato a lungo il concetto di intersoggettività, proprio perché nella sua visione di uomo, paragonabile a quella di un sistema biologico chiuso che deve scaricare le sue pulsioni per mantenere l’omeostasi, l’unità di studio è l’individuo. Gli altri rappresentano semplicemente degli oggetti adatti all’appagamento delle sue pulsioni: in questa visione non c’è spazio per la concezione di una relazione fatta di due o più soggettività. Solo adesso assistiamo ad un generale spostamento d’accento verso una psicologia bi/pluri personale che parte dall’idea di una mente che si costruisce da una matrice relazionale.

L’équipe multidisciplinare indirizza l’interazione paziente-animale e rilegge lo scambio dandogli un significato intelligibile

L’animale mediatore e soggetto-attivatore di valenze simboliche. L’animale media e facilità perché è colui che fa evolvere dinamicamente la situazione terapeutica/di cura, aprendo canali comunicativi che possono essere bloccati o semplicemente hanno bisogno di essere allargati e stimolati.

È inoltre portatore di una valenza simbolica che letta nell’ambito della psicologia analitica ha potere di Cura; per la psicologia analitica infatti il simbolo è innanzitutto un oggetto relazionale.

Se analizziamo l’etimologia della parola simbolo essa significa: mettere insieme e quindi mettere in relazione. Per la psicologia analitica il simbolo mette in relazione una parte conscia e una inconscia creando armonia e quindi benessere.

Ecco una prima spiegazione del perché gli animali vengono sempre più riconosciuti come facilitatori dei processi di cura e di benessere.

Alla base dell’idea di integrazione sta la convinzione che l’unilateralismo paradigmatico non sia una strada percorribile perché non tiene conto della complessità degli esseri viventi e delle interazioni tra di loro. La ricerca di approcci di cura attraverso la relazione con gli animali che tengano conto della complessità di cui abbiamo appena parlato ci ha portato a cercare l’apporto di altre metodologie che lavorassero sul nostro stesso terreno.
Abbiamo indagato nell’ambito delle terapie che, come la nostra, facessero riferimento all’area emotiva della psiche. Sapendo che il linguaggio verbale dell’uomo moderno non è più in grado di comunicare i reali contenuti emotivi a causa della lunga abitudine a trasformarli per renderli “socialmente accettabili”, siamo andati ad individuare quegli approcci che non utilizzano il linguaggio verbale come canale principale, ma altre modalità espressive. Ci siamo avvicinati così alla espressività artistica, musicale, corporea e alla psicomotricità in un’ottica olistica che tiene in considerazione l’importanza di ogni corrente per non cadere in quel tipo di olismo che per comprendere il tutto ne ignora le parti. Tali metodologie si mantengono sulla stessa linea attivata dalla relazione con gli animali potenziandola ed andandone ad amplificare le possibilità espressive.

Oltre a queste co-terapie, la nostra équipe ha sperimentato con successo e approfondito l’integrazione negli interventi anche delle terapie verdi, della comunicazione aumentativa naturale e dello yoga. Grande spazio e rilevanza ha trovato anche la mindfulness, come strumento prezioso per i percorsi di consapevolezza all’interno degli interventi di PTRI, negli incontri di supervisione e nei percorsi di crescita personale degli operatori con i loro colleghi a 4 zampe.

Ad oggi in Italia i progetti di Pet Therapy – ora denominati Interventi Assistiti con gli Animali- stanno prendendo sempre più piede, e dal 25 marzo 2015, con l’approvazione dell’Accordo tra Stato, Regioni e Province Autonome delle “Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con animali (IAA)”, costituisce l’attuale normativa italiana che regolamenta gli interventi assistiti con gli animali insieme al Decreto 18 giugno 2009 “Istituzione di nuovi Centri di referenza nazionale nel settore veterinario” e “all’Accordo Stato-Regioni sul benessere degli animali da compagnia e pet therapy” del 6 Febbraio 2003. Le Linee Guida Nazionali si prefiggono l’obiettivo di individuare buone prassi e standardizzare i protocolli operativi degli Interventi Assistiti con gli Animali, di armonizzare l’attività degli operatori che svolgono questo tipo di intervento, con il fine di tutelare sia la persona che l’animale. La nostra équipe operativa, costantemente aggiornata sui nuovi scenari teorici e applicativi degli IAA, si è allineata alla normativa vigente, integrando all’interno del proprio modello operativo, unico in Italia, interventi conformi alle Linee Guida Nazionali.

Coterapie. Le quattro integrazioni esclusive al Corso di Formazione per Operatore in progetti di Pet Therapy Relazionale Integrata®

Espressività artistica

Attraverso l'espressione artistica facilitata da un operatore adeguatamente formato è possibile incrementare la consapevolezza di se, fronteggiare situazioni di difficoltà e stress e godere del piacere che la creatività artistica porta con se. Rientra quindi negli interventi di aiuto e di sostegno a mediazione non verbale, partendo dal presupposto che il processo creativo messo in atto nel "FARE ARTE" produce benessere salute e migliora la qualità della vita.

Espressività Musicale

L'utilizzo di musica e/o elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) rivolto ad un utente o gruppo rientra in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, l'espressione al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive.
Può migliorare la qualità della vita grazie ad un processo preventivo, riabilitativo e terapeutico.

Mindfulness

Grazie alle ultime scoperte neuroscientifiche oggi sappiamo che lo stato Mindfulness, inteso come Consapevolezza, è uno stato naturale della mente che appartiene a tutti gli esseri umani. L'approccio pone l'accento sulla conoscenza e lo sviluppo delle proprie risorse emotive così da poter affrontare lo stress e le emozioni ad esso correlate.

Scrittura Creativa

Scrivere è un'azione semplice ma potente capace di stimolare le suggestioni, di favorire l'introspezione per ritrovare i ritmi interiori e restituire piena consapevolezza.
La narrazione attraverso la scrittura creativa collega il pensiero, le emozioni e le sensazioni reali o immaginate di chi scrive con quelli di chi legge attraverso un ponte empatico.

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