Ci racconti qualcosa di te?
Mi chiamo Emilia Giovanna Iaia aka Gio Bubbola, e sono al CAT da qualche anno. Ho iniziato con un lavoro di pura segreteria e piano piano ho scelto di crescere nella relazione d’aiuto, diventando Counselor e poi Costellatrice Familiare Sistemica, e da quasi quattro anni porto avanti dei gruppi di Costellazioni Familiari.
Sono Referente per le attività ludico ricreative e seguo dei progetti legati a persone con disabilità, di Pet Therapy e non, oltre che il centro estivo del CAT Apriamo Mondi. Lo step in corso è completare gli studi da Operatrice in IAA e vivere appieno la realtà e l’umanità della Pet Therapy Relazionale Integrata. Ho un marito, quattro gatti e tre cani e li adoro tutti!
Quali scoperte hai fatto, a livello personale o professionale, lavorando nell’equipe PTRI?
Che l’Equipe è una varia umanità fatta di bellezza e impegno. E’ mediazione, a volte è rispondere con il silenzio, a volte invece è parlare con convinzione e determinazione.
In equipe posso contare sul mio compagno e posso costruire insieme a lui. Ci vuole affetto, tenacia, pazienza, creatività, assenza di giudizio. E’ un microcosmo del macrocosmo umano che ci circonda, e ha bisogno di cure. E’ come una pianta che va costantemente innaffiata e curata: oltre all’acqua ci vuole il fertilizzante, la giusta temperatura, protezioni creative ed ironiche. Ci vuole il coraggio di amare sempre, qualsiasi cosa accada.
E anche il coraggio di lasciar andare le foglie quando si seccano o si staccano. Si trasformeranno anche loro in qualcosa di bello.
In che modo la fiducia reciproca tra operatori influisce sul benessere del gruppo e degli utenti?
La fiducia reciproca è indispensabile, va creata e rinforzata nel tempo. Bisogna allenare la fiducia unendo i pezzetti del puzzle, per evitare dispendio di energie e sforzi quadrupli. La fiducia vive sui piatti della bilancia in pari: ognuno fa la sua parte in accordo e rispetto reciproco, a volte bisogna incoraggiare, a volte mollare. Ognuno di noi vive a fasi alterne più o meno coinvolgimento, più o meno entusiasmo e qualche momento difficile. La fiducia è come l’acqua per la pianta.
Grazie alla fiducia reciproca il gruppo e l’utenza percepiscono l’impegno, si rilassano e vivono in autenticità la relazione, in pieno ben-essere.
Cosa significa per te avere accanto un animale che è compagno di vita e anche collega di lavoro?
Non posso evitare di portarmi il lavoro a casa :-)))) scherzi a parte, il mio compagno animale Eddy ha i suoi alti e bassi, momenti si e momenti bleah, le sue aspettative, tanto entusiasmo e qualche frustrazione, proprio come me. E va bene così. È un grande allenamento alla fiducia, pazienza e comprensione reciproca, ed è una scoperta quotidiana. Imparo da lui ogni giorno a muovermi nel mondo con fiducia, curiosità e un tartufo che annusa con attenzione 🙂
Come coltivi la relazione con gli animali del centro e in che modo questo legame si riflette nel tuo lavoro quotidiano?
Me ne prendo cura come meglio posso con le attività di stalla, con qualche boccone speciale messo da parte, con carezze, sguardi, dialoghi e tante coccole. Stare con loro mi regala momenti di grande serenità e il loro sguardo, che è molto più ampio e intuitivo del mio, mi pacifica sempre.
L’intesa fra noi facilita il lavoro quotidiano con la loro grande disponibilità ed attenzione. Sono sempre fonte di spunti meravigliosi per aprirsi alla relazione.
Ti viene in mente un incontro che ti ha emozionato o sorpreso in modo particolare?
Loro sanno molto più di noi. Mi emoziono ogni volta che mi rendo conto che i nostri animali sanno sempre qual è la persona che ha più bisogno di loro in quel preciso momento. Mi sono commossa più volte quando durante degli incontri con dei ragazzi di scuola superiore la Titti si è dedicata specificamente ad una ragazza, permettendole di aprirsi come altrimenti non avrebbe mai fatto.