Ci racconti qualcosa di te?

Ciao sono Stefania, sono laureata in Economia del Turismo e più recentemente qualificata come Tecnico Veterinario. Due anni fa ho iniziato a partecipare alle attività del CAT come volontaria, procedendo contemporaneamente il percorso formativo IAA come Operatrice PTRI, e ho acquisito titolo di Coadiutore del Cavallo. A partire dai primi mesi di quest’anno ho avuto l’opportunità di conoscere diverse attività: ho partecipato un paio di mattine al mese ai Laboratori Protetti, ho realizzato alcuni incontri dei Centri Estivi, ho collaborato a due progetti Internazionali Erasmus+. Attualmente condivido il percorso individuale con Lanfranco, mi occupo di tutoraggi in particolare dei corsi Antiviolenza, e ho iniziato alcuni Progetti di Pet Therapy Relazionale Integrata.

Quali scoperte hai fatto, a livello personale o professionale, lavorando nell’equipe PTRI?

È stata una continua scoperta: a livello personale ho imparato ad accogliere con fiducia le sfide, a cercare il mio equilibrio in situazioni sconosciute, ad allenare l’intuito e l’improvvisazione creativa; a livello professionale ho iniziato a conoscere la relazione con persone con bisogni speciali, ad acquisire competenze sulla gestione degli equini, a sviluppare capacità organizzative e di collaborazione in equipe.

Cosa significa per te avere accanto un animale che è compagno di vita e anche collega di lavoro?

Mi aiuterebbe a lavorare sull’autostima, che a volte mi manca; purtroppo non ho un animale che mi affianca nel lavoro.

Come coltivi la relazione con gli animali del centro e in che modo questo legame si riflette nel tuo lavoro quotidiano?

Pongo attenzione al loro stato di salute e alla loro cura (eventuali terapie), partecipo alla turnazione per la gestione degli animali, in particolare cerco cibo fresco per i conigli (erba, verdure che porto da casa).

Ti viene in mente un incontro che ti ha emozionato o sorpreso in modo particolare?

Ci sono stati diversi episodi emozionanti, in particolare con Marty stavo preparando il fieno e Giovanni stava “interagendo” con un grosso ragno, da aracnofobica sono andata in freezing per qualche secondo; lo sguardo intenso di Martina e il suo abbraccio spontaneo e silenzioso mi hanno emozionato soprattutto perché ho sentito una forte connessione tra di noi, grazie ad una comunicazione non verbale profonda e autentica. 

 

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